Kaos One - Fine:

Sangue Misto - Piglia Male:

"I media hanno celebrato l’anniversario del11/9 e ancora non si è liberi di discutere la prova evidente che si trattava di un lavoro interno ."

Anonimo ha chiesto: Dottore, per favore mi dia una mano. Il cervello di una mia cara amica non deve aver ricevuto per qualche secondo la dose salutare di ossigeno e adesso questa non fa che ripetere che "è risaputo che la carne fa male". Non ho nulla da eccepire sul suo essere diventata vegetariana, ma quando rompe le scatole a chi continua a mangiare la carne non la sopporto. Cosa oppore all'argomento "è risaputo che la carne fa male" (qualcosa di scientifico ma semplice)? Grazie.

assumendoperassurdo:

firewalker:

assumendoperassurdo:

firewalker:

assumendoperassurdo:

kon-igi:

Diciamo che nei vegetariani oramai è risaputo l’incidenza di tumori del tratto digerente e di malattie cardio-vascolari essere più bassa (anche se la cosa sembra essere più correlata al fatto che spesso alla dieta associano uno stile di vita più attivo dal punto di vista dell’esercizio fisico), quindi purtroppo hanno l’evidenza scientifica per rompere i coglioni fuori misura.
Tu però puoi difenderti frantumandole le rotule con un attizzatoio e sono sicuro che nessuna giuria ti condannerebbe.

Ma io sono l’unico vegetariano che guarda mangiare i carnivori invidiandoli? Quelle succulente bistecche…. e quei panini col polipo che si mangiano dalle mie parti…. e le seppie ripiene… oddio, le seppie ripiene… *_*

che cacchio lo sei a fare se devi soffrire? Io sono vegetariano perché non mi piace la carne (e altro, ma il discorso è lungo), figuriamoci! Mangia polpette e chissenefrega, no?

Motivi etici? E da quando i motivi etici fanno soffrire? Ho conosciuto persone che mangiavano carne e pesce dicendo “mi dispiace, dovrei diventare vegetariano ma non so come fare”, il contrario non mi è mai capitato…

Sarò breve: sono vegetariano perché credo sia la cosa giusta. Un po come quando sai che è giusto non rubare, o è giusto non far soffrire qualcuno, o è giusto fare la differenziata. Io amo la carne ed ancor più il pesce. Se li odiassi non sarei vegetariano, ma solo uno che “preferisce le verdure”. Non sopporto l’impatto ambientale della produzione di carne/pesce, il loro modo di essere allevati (lo so, ci sono mille eccezioni campagnole/pescherecce , vengo da un paese di mare con la montagna alle spalle, lo so), ed il tipo di impatto economico e sociale che ha la sovrapproduzione che ne deriva. Sarebbe davvero difficile (e sono sicuro che tu mi capirai) entrare nei dettagli. Riassumo solo in un: “sono vegetariano perché penso sia giusto esserlo”. Per questo motivo non rompo le palle a nessuno e, tutt’oggi, sbavo guardando certe leccornie della natura. Ciò non toglie che la mia è una scelta, non una conseguenza a gusti culinari. 

Ovvio che poi, come ogni scelta umana,ciò presenta mille risvolti incoerenti. Ma così come una persona è libera di decidere di NON rubare pur non essendo  San Francesco di Assisi  (e dunque facendo tutt’altri peccati), io ho deciso di essere vegetariano.

ha senso? :)

Sì, ha senso sicuramente e non ho intenzione di dirti che quello che fai è sbagliato. Fondamentalmente io sono un fautore del “mangia quel che ti pare, l’importante è che stai bene”. Ora, l’unica cosa che mi chiedo è se sia possibile stare bene con una scelta che procura invidia.

Quando io vedo altri mangiare carne e pesce non mi viene voglia di assaggiare (quasi mai), non amo il sapore di quei cibi e oltretutto non mi fido al 100% degli allevamenti. Non ho particolari motivi etici che mi spingono a questa scelta, tanto che se serve mangio quel che c’è (a un matrimonio non faccio fare un piatto separato per me, ad esempio). Molte persone che lo fanno per etica, invece, provano disgusto per quel che mangiano gli altri, per via dell’empatia provata con l’animale nel piatto. Questo li fa stare “bene” (metto le virgolette perché alcuni sono effettivamente esagerati, dubito si possa stare bene provando sentimenti che ti fanno dire al cameriere “non serva la carne a quel tipo, io sono vegetariana - true story), non provano invidia e non sentono la voglia di riprovare le seppie ripiene. Per questo mi chiedevo (e mi chiedo) se la seconda parte del mio assunto per te fosse corretta. Mangi quello che vuoi, ma stai bene? Se sì, se ti senti comunque appagato e contento allora non ho niente da ridire.

È vero, non mangio cose che amerei mangiare. Ma è anche vero, ad esempio, che tra diverse proposte lavorative ho scelto quella che reputavo più giusta per come sono, nonostante il guadagno inferiore. E così tante altre scelte della mia vita.

Mi piacerebbe mangiare carne/pesce così come mi piacerebbe fare un lavoro da 8k euro al mese. MA entrambe le cose non mi renderebbero felice come lo sono ora. Faccio un’alimentazione che considero -giusta- così come faccio un lavoro che considero -giusto-. Poi magari sarò sbagliato in altre mille quotidianità, ma , tornando al discorso del cibo, essere uscito da quel meccanismo che disapprovo (attuale produzione e consumo di carne/pesce) sicuramente mi rende più felice di come ero prima.

Provo, forse sbagliando, a farti un ulteriore esempio. Trovi un portafogli con 2k euro. Sai che sarebbe giusto restituirlo. Se lo fai, non puoi certo dire “mi avrebbe fatto schifo spendere 2k euro”. Puoi però dire “mi avrebbe fatto schifo spendere 2k euro non miei e non lavorati”. Ecco, questa differenza di base esiste tra il mangiare una seppia ripiena (che è, per me, il top), ed il mangiarla sapendo cosa c’è dietro. Io il portafogli lo restituisco. (O almeno mi piace credere che lo farei, visto che non mi è mai capitato) :)

Esagero nel parlare di “invidia”, ho usato un termine semplice per rendere il concetto con un tono ironico. In realtà a tavola guardo gli altri mangiare cose “buone”, ammetto che siano “cose buone”, ma ne faccio a meno senza problemi e senza mugugni. Esattamente come guarderei qualcuno spendere 2k euro trovate a terra senza rimpiangere la mia scelta. 

Neanche voglio rileggere ciò che ho scritto, che stamattina dislessia portami via. 

Spero però di aver reso il mio punto di vista. 

"Dimenticare il dolore è difficilissimo, ma ricordare la dolcezza lo è ancor di più.
La felicità non ci lascia cicatrici da mostrare. Dalla quiete impariamo così poco."

— Diary, Chuck Palahniuk (via anaichan)

"Dal momento che le idee, le aspettative e le convinzioni hanno un potente effetto sul funzionamento del corpo, il pensiero distorto (l’illusione) avrà un forte impatto sulla propria salute e sulla capacità di superare la malattia. Gli psicologi hanno identificato varie opinioni sulla vita che possono minare la salute, ostacolare la capacità di superare la malattia e causare disturbi psicologici e spirituali come la depressione, l’ansia e il panico. Tra queste opinioni vi sono: considerare gli altri responsabili del proprio dolore; interpretare i pensieri e le azioni degli altri come se fossero rivolti contro di noi, o credere che gli altri pensino a noi più di quanto in effetti non facciano; trarre conclusioni generali fataliste sulla base di eventi specifici o di informazioni limitate. […] Non basta identificare i nostri pensieri distorti: bisogna cambiare il nostro modo di pensare compiendo un mutamento di paradigma."

— Il budda nello specchio - Alla ricerca dell’energia vitale interiore
W. Hochswender, G. Martin (via kindlerya)

"La Mafia ormai sta nelle maggiori città italiane dove ha fatto grossi investimenti edilizi, o commerciali e magari industriali. A me interessa conoscere questa “accumulazione primitiva” del capitale mafioso, questa fase di riciclaggio del denaro sporco, queste lire rubate, estorte che architetti o grafici di chiara fama hanno trasformato in case moderne o alberghi e ristoranti a la page. Ma mi interessa ancor di più la rete mafiosa di controllo, che grazie a quelle case, a quelle imprese, a quei commerci magari passati a mani insospettabili, corrette, sta nei punti chiave, assicura i rifugi, procura le vie di riciclaggio, controlla il potere."

— Carlo Alberto Dalla Chiesa (via doppisensi)

"E non mancano gli esperti che affermano che bisogna “rilanciare i consumi” per rilanciare l’economia; è il linguaggio neo-kenesyano, “di sinistra”, - oppure che bisogna, al contrario, abbassare la pressione fiscale sulle imprese per permettere che si dia crescita e si creino posti di lavoro: è il linguaggio neoliberista, “di destra”. Il punto comune a tutti questi discorsi, è la convinzione che bisogna “tornare a crescere”, e perciò lavorare, produrre, e vendere. Ora, la crescita non produce affatto ricchezza, essa produce povertà, in quanto ha come obiettivo solo quello di produrre merci, al fine di realizzare capitale. Fin quando i “responsabili politici”, per cecità o per cinismo, manterranno questa logica, continueranno a mettere in scena lo spettacolo pietoso per cui si ricercano degli espedienti per tenere, bene o male, a galla un sistema che è arrivato."

— || Gérard Briche, Articolo apparso sulla rivista Lignes n°41, 2013 , su blackblog francosenia: Non c’è niente da sperare… (via addictions)

(via aliceindustland)

"In un mondo d’arrivisti buona regola è non partire."

Gesualdo Bufalino (via falcemartello)

(via theworldisyours23)

leukolenoshera:

policymic:

Lax anti-graffiti laws in Greece have led to stunning street art

Graffiti is an ancient Greco-Roman art form, dating back to the days when people carved marble messages of anything from political protest to hilarious butt jokes. Now a modern iteration has taken over Greece, where a flourishing international community of graffiti artists has transformed the urban landscape.

Not only does Greece have lax anti-graffiti laws, there’s also a big demand for commissioned work. Some of the artists are even graduates of Greece’s top fine-arts schools and are utilizing their classical background in new, innovative ways.

Read moreFollow @policymic

grazie @stegliu!

(Fonte: micdotcom, via ancorauntumblr)

"Se applicassimo la teoria Salvini “ognuno a casa sua”, io e altri 70 milioni d’italiani nel Mondo dovremmo varcare i confini nazionali entro venerdì prossimo, in tempo per l’apericena."

— (via spaam)

xh4le:

greenthepress:

carlboygenius:

We are negligent and we are killing our world.

Powerful images — our actions can (and do) affect something as big as an ocean. 

my heart is breaking

(via lifeofafuturemarinebiologist)